78lupiditoscana


Bacheca

Clicca Indice Generale             Clicca facebook

Mandate una mail a: 78lupiditoscana@gmail.com  con nome e cognome e sarete aggiornati tempestivamente sulle iniziative dell’Associazione Lupi di Toscana

Clicca qui →per visitare la sede dell’Associazione Lupi di Toscana

Aggiornamenti

12/11/2017 XXII Raduno annuale dei Lupi
27/02/2016 L’ultima bandiera della Gonzaga è stata donata all’Associazione (Novità)
29/05/2015 Il monumento ai Lupi ha una nuova casa
09/05/2015 Nella sezione storia, memorie di Lupi della 7a Divisione Lupi di Toscana (77° RGT, 78°RGT, 30° RGT Artiglieria)
17/04/2015 Albania, Ritrovato il luogo del Monumento alla Divisione Lupi
30/11/2014 1942. Nord Africa. Il gen Montgomery chiede di avere i Lupetti….
29/11/2014 L’uniforme del Ten. Col Ottorino Bonini, eroe del Monte Melino
19/11/2014  Il Fante d’Italia . Il ricordo del Gen. Giorgio Cantini
21/06/2014 Nuove foto dell’operazione Ibis 2 in Somalia (in Radio Fante)
25/05/2014 Nuovi eccezionali video nella sezione Video dei Lupi
26/01/2014 Bergamo, In onore dei Lupi, nella sezione Storia
01/11/2013 Cenni storici, nella sezione Storia (novità)
25/08/2013 Le polveriere del 78° nella sezione Storia
25/05/2013 Una necessaria precisazione …
10/03/2013 Un Lupo dell’8° 88 in Radio Fante
01/12/2012  Fotografie del II° BTG del 78° RGT Lupi di Toscana in Radio Fante
21/07/2011 Recupero del monumento ai Lupi
26/02/2011 Addio Marcello
13/06/2015 CliccaGadgets dei Lupi di Toscana (con foto)  Vedi Novità

Clicca L’ultimo silenzio per i Lupi di Toscana

Clicca Inno dei Lupi
L’utilizzo di immagini o articoli presenti in questo sito è consentito a condizione che venga citata la fonte.
Annunci


Padova,14/12/2017.Il discorso di commiato del Lupo Gen. Bruno Stano, nel giorno in cui ha lasciato il servizio attivo.
gennaio 8, 2018, 10:41 pm
Filed under: Uncategorized | Tag: , , ,

Desidero, innanzitutto, rivolgere un caloroso saluto ed un sentito ringraziamento alle autorità intervenute militari, civili e religiose e a tutti i gentili ospiti. In particolare al sottosegretario del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Barbara Degani, sempre vicina al Comando, al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito nonchè amico carissimo col quale 44 anni fa varcammo insieme il portone dell’ Accademia ed al Magnifico Rettore per avermi dato la possibilità di essere qui oggi nella magnificenza di questa aula magna dell’ unica università italiana, meritare una Medaglia d’Oro al Valor Militare.
Ringrazio al contempo la città di Padova ed i rappresentanti delle istituzioni locali: la vostra presenza testimonia, ancora una volta, quei valori di amicizia, di reciproca stima e di collaborazione che sono stati fondamentali, in questi anni, per creare le giuste sinergie e raggiungere traguardi ambiziosi.
Un pensiero commosso a quanti si sono immolati per la nostra patria, in ogni epoca e luogo, ma ricordando soprattutto quelli più recenti nelle missioni internazionali: a loro rivolgo un commosso pensiero e alle loro famiglie qui presenti che, giorno dopo giorno, con profonda dignità e compostezza, convivono con l’immenso dolore della perdita dei propri cari, esprimo tutta la sincera ed affettuosa vicinanza della grande famiglia dell’Esercito che porterà sempre impressi, nel cuore e nella mente, i volti dei propri fratelli scomparsi.
Concludo oggi oltre 4 anni e mezzo di comando delle Forze Operative Nord, iniziati nel 2013 allorquando il comando di Vittorio Veneto è rientrato, dopo 60 anni, a Padova da dove era partito prima (nel 1953), costituendo così uno dei pilastri della ristrutturazione di tutto l’ Esercito, a seguito della riduzione delle Forze Armate che da 190mila sono ridotte a 150mila di cui 90mila per l’Esercito.
Abbiamo percorso molta strada insieme, inizialmente con poca fiducia in noi stessi e con molti dubbi se dall’unione di tre realtà così diverse tra loro, un comando operativo, uno territoriale ed uno logistico, si potesse raggiungere un obiettivo così ambizioso.
Non solo lo abbiamo raggiunto in tutti i tre campi – anche nel settore amministrativo che è stato completamente rivisitato – ma siamo in attesa di compiere un ultimo passo: aspettiamo il completamento nel settore logistico allorquando la logistica di tutte le Forze Armate sarà rivisitata come previsto dal libro bianco della Difesa .
Abbiamo cioè trasformato radicalmente il vecchio comando di Vittorio Veneto, adeguandolo ai nuovi ritmi operativi, pianificando e ripianificando, organizzando e riorganizzando, dando ordini e contrordini, ma cercando sempre di smarcarci da un ruolo di meri produttori di carta scritta e sforzandoci di fare il meglio ed il giusto per le nostre unità. Sono certo che questa trasformazione consegni all’Esercito uno strumento efficace ed efficiente di comando e controllo, vero, testato in questi anni nell’area nord dell’Italia, da Val di Susa ai confini orientali fino ad Amatrice, organizzando tutte le attività operative e non, sia nazionali sia all’estero, impegnando oggi circa 5000 uomini e donne di questo Comando e gestendo tutte le attività territoriali di circa mezza Italia (62 prefetture e circa 33 milioni di abitanti) e un patrimonio immobiliare con oltre 5000 infrastrutture.
Tutto questo però è solo l’inizio della vita di questo Comando, ma consentitemi di ricordarcelo e ricordarvelo: c’è ancora tanta altra strada da percorrere nel prossimo futuro, almeno per i prossimi 20 anni. Un prossimo futuro che sarà sempre più complesso, come emerge chiaramente dalle cronache tragiche che ci travolgono quotidianamente e che non ci vedrà semplicemente minacciati da qualche organizzazione malavitosa da fronteggiare semplicemente con qualche tomo di buone leggi e da celebrare con una bella fiction e con qualche succoso approfondimento da talk show.
Nel prossimo futuro dovremo combattere minacce sempre più difformi e subdole che dimostrano continuamente una capacità di sorprendere tutta la comunità internazionale, spesso impreparata e disordinata di fronte alla necessità di garantire una risposta rapida, unitaria e globale. Basti pensare alla minaccia terroristica di matrice confessionale, ai foreign fighters che rientrano nei paesi d’ origine e io penso a quella più subdola : la minaccia “informatica” che costituisce oggi uno dei più efficaci metodi di lotta “asimmetrica”, come abbiamo visto di recente. e, ricordo se ce ne fosse bisogno, che l’Italia è uno dei paesi occidentali più esposti alla mutevolezza ed imprevedibilità di quelle minacce. un esempio di questo è la situazione di questi ultimi anni: mi riferivo alla complessa emergenza dell’immigrazione che l’Italia è chiamata a fronteggiare, emergenza in cui si vede la convergenza di fenomeni quali i flussi migratori incontrollati, l’attivismo di movimenti terroristici di matrice confessionale ed il proliferare di organizzazioni transnazionali di traffici illeciti tra cui quello di esseri umani.
E proprio questo tuffo nella vera realtà che tutti noi viviamo quotidianamente che ci deve dare vigore alla nostra autostima, restituendo onore a quella forma di libertà, la “sovranità nazionale”, che è la ragione vera del nostro giuramento e della quale noi soldati siamo da sempre i veri custodi, come fossimo dei sommi sacerdoti: chi li ignora o peggio li disprezza o li combatte non lo fanno a caso, ma sanno benissimo a cosa fanno scudo.
Qui sono presenti i comandanti e i sottufficiali decani dei reggimenti che dipendono da questo Comando, rappresentanti di circa 20mila soldati che hanno scelto la nostra impegnativa professione; a loro mi rivolgo in particolare, perché sono sicuro che a loro toccheranno prove che a quelli della mia generazione sono state risparmiate. Per questo voglio esprimere loro tutta la mia più sincera ammirazione anche perché dovranno essere forti e credere fermamente in quei valori che sono alla base della nostra professione. e non potranno nemmeno lucrare su quell’ affetto che una fetta della nostra società riserva solo ai cosidetti illuminati, ai indignati anti – tutto, ai non violenti, ai pestatori di poliziotti e ai mai sazi inventori di nuovi incredibili diritti. Per quel che vi riguarda, tutti voi che avete cucito sulla pelle la divisa, e che avete prestato giuramento, marcate la differenza e abbracciate ancora più forte i vostri doveri e lasciatelo pure il loro affetto.
La disciplina, l’integrità morale e lo spirito di corpo sono elementi fondamentali della nostra professione che devono essere perseguiti quotidianamente, affinchè la “dimensione etica” che ci contraddistingue possa davvero radicarsi in quanti hanno scelto la professione delle armi. La nostra, signori ufficiali, sottufficiali e volontari, infatti, è una delle poche professioni che si basa su una vocazione: una vocazione che non consente a nessuno di noi di giocare al risparmio nè con il tempo del nostro lavoro, nè con la tenacia del nostro impegno e nè con la tensione dei nostri ideali.
Questa è la via che ho ereditato e che ho cercato di trasmettervi e i risultati si vedono.
Fornisco solo due dati. il primo sono i risultati di un recente studio statunitense e rimbalzato in Inghilterra che ha analizzato il lavoro e il peso del contributo delle Forze Armate dei Paesi della Nato e dell’Unione Europea che indica noi, cioè le Forze Armate italiane come le migliori, con un peso nelle varie coalizioni molto determinante. I britannici hanno intitolato l’ articolo così “ il maestro militare dell’Europa: l’Italia”.
Il secondo è il paradosso dell’ impegno militare italiano all’estero. Qualche tempo fa sul sito chiamato “Politico” era scritto che l’Italia è il “poliziotto d’Europa” grazie alle sue missioni in tutto il mondo e ribalta l’ immagine diffusa dell’Italia come pessimo membro della Nato poichè dedica solo l’ 1,1% del p.i.l. anzichè come previsto il 2%. Siamo invece un modello da seguire nelle missioni all’estero. Infatti il contributo dell’Italia nelle missioni Nato e Onu dimostra chiaramente che il nostro Paese è diventato il poliziotto d’ europa perchè, come dice l’ ambasciatore italiano alle Nazioni Unite “ si puo’ misurare la spesa militare, ma questa non è l’unica unità di misura, perché creare sicurezza, schierare forze e organizzare operazioni contano più del budget”.
E noi dell’Esercito ci siamo sempre, e saremo sempre il maggiore azionista.
Ma oggi concludo anche il mio servizio attivo e quindi spero che mi perdonerete se accenno ad un brevissimo bilancio personale. L’Italia alla quale volevo dedicare i miei entusiasmi all’ingresso in Accademia 44 anni fa, era ormai diventata moderna, democratica, non violenta, moderata e solidale. innamorata del presente, in trepida attesa del futuro e dimentica del passato, a farsi difendere non ci pensava proprio, visto che le avevano detto che era iniziata un’ epoca di “peace and love forever” grazie a qualche tratto di autorevole penna che relegava le forze armate al ruolo di fastidiosa ed inutile necessità, resa obbligatoria solo dalla logica delle alleanze.
Cio’ nonostante, non mi fu difficile conferire un senso profondo alla mia vita di giovane soldato di mestiere investendomi almeno dall’ingenuo compito di affermare e difendere un’orgogliosa diversità rispetto al resto del mondo. in ragione di questa autoinvestitura, in ogni caso, sono sempre stato più che appagato della mia scelta di vita. grazie alla mia professione, infatti, non ho mai avuto difficoltà ad individuare robuste tracce di quella che era stata la vecchia educazione e anche la vecchia grandezza, nel comportamento sobrio, umano, disciplinato e coraggioso non solo mio, ma anche dei nostri soldati che sono da sempre espressione virile di un paese che puo’, solo grazie a loro, considerarsi Patria.
Non è quindi per un rituale artifizio retorico da praticare almeno una volta, in occasioni come questa, che concludo dicendomi in debito con la Forza Armata capace di riempire la mia vita come nessun’altra istituzione avrebbe potuto fare. L’hanno riempita, fin dal mio lontano tenentato i 
“Lupi di Toscana” prima e poi facendomi essere un “Sassarino”, un sardo acquisito al comando del 151° Reggimento e della Brigata SASSARI. magnifici soldati sia quelli di leva, sia oggi i professionisti costantemente impegnati per l’Italia e impregnati di Italia, ma altrettanto bravi professionalmente tutti gli ufficiali e sottufficiali con cui ho condiviso oltre 17 anni di vita nello Stato Maggiore dell’Esercito, periodo in cui ho dato il mio piccolo contributo alla trasformazione da leva a professionista dell’Esercito negli anni 2000.
Un ringraziamento dal profondo del cuore a quei miei comandanti che, con la forza del loro esempio e dei loro “cazziatoni”, mi hanno fatto andare quando volevo stare e stare quando volevo andare: hanno avuto ragione. Ringrazio, soprattutto, tutti i soldati di ogni arma e specialità dell’ esercito che hanno dato sprint alla marcia della mia vita.
Ma non sarei onesto e sincero se non manifestassi anche un sentimento di profonda amarezza per la mia personale vicenda: parlo dell’ attentato di Nassiriya, vicenda che ancora oggi non si è conclusa in sede giuridica dal punto di vista civile, a distanza di 14 anni. Al termine di questa vicenda giudiziaria avro’ ben 6 gradi di giudizio.
Al generale Serra che mi subentra nel comando, collega ma soprattutto amico con cui sono stato in prima linea sia nello Stato Maggiore nella trasformazione dell’Esercito da leva a professionista, sia fuori area in Kosovo nel lontano 2000, provo sentimenti di amichevole e sincera invidia nel saperlo meritevole destinatario da oggi dello stesso orgoglio che fino a poche ore fa sentivo mio e gli auguro ogni fortuna, con la certezza che il suo periodo sarà grande, come è stata tutta la sua vita militare.
Concludo con il Forza Paris dei sassarini, cioè tutti insieme per raggiungere quei grandi e piccoli traguardi a cui ognuno di noi vuole arrivare.
Viva il Comando Forze Operative Nord.
Viva l’Esercito Italiano.
Viva l’Italia.

 Generale di Corpo d’Armata
BRUNO STANO

Questo è il quadro che i  soldati del COMFOPNORD ,hanno donato al Gen. Stano al momento del commiato. Nell’opera  è sintetizzata la carriera del generale: infanzia in puglia, poi con i Lupi di Toscana, la brigata SASSARI e, infine, il COMFOPNORD.
Immagine e testo tratti da www.conlabrigatasassari.sardinia.it



Auguri di buon natale e felice anno nuovo



XXII° Raduno dei Lupi e della Brigata Friuli. Un giorno memorabile.

Il XXII° Raduno dei Lupi di Toscana resterà nella memoria di tanti.

La manifestazione ha visto la partecipazione di Lupi provenienti da tutta italia, la presenza di una nutrita e qualificata rappresentanza di amici di Castel Condino, Trento, (arrivati con ben 2 autobus e la banda), rappresentanze degli amici del 225° Fanteria Arezzo, del 19° Battaglione Meccanizzato Tumiati, del 87° Btg Senio, di Alpini e Bersaglieri. Possiamo dire che sia stato un vero raduno della Brigata Friuli.

Alla manifestazione hanno presenziato il Comandante della Divisione Friuli, Generale Lamanna, il Senatore Tarolli, il sindaco di Castel Condino, e il Rappresentante regionale dell’Associazione Carristi d’Italia.

Senza ombra di dubbio, la presenza della banda di Castel Condino ha fornito quel supporto musicale che nei raduni precedenti era mancato, e che invece oggi, ha caratterizzato la manifestazione in tutte le sue fasi. Sin dall’afflusso nel piazzale dell’Alzabandiera, i presenti sono stati scortati dall’inno dei Lupi. Sono poi seguite esecuzioni dell’Inno del Piave e dell’inno nazionale, impeccabili.

Dobbiamo ringraziare i presenti per la nutrita partecipazione, e il Comandante della Divisione, che ha consentito l’accesso alla caserma, e oltre ad aver seguito tutte le fasi della cerimonia, ha permesso la visita della struttura che era dedicata alla manutenzione dei carri, da poco restaurata.

Seguirà a breve una ampia documentazione fotografica e video della memorabile giornata, conclusa poi con il pranzo sociale.

Questo slideshow richiede JavaScript.

 

 



67° Club Frecce Tricolori “Mario Naldini”: 7/11/2017,evento in piazza San Pancrazio

Segnaliamo l’evento organizzato dal 67° Club Frecce Tricolori “Mario Naldini”, martedì 7 novembre p.v., dalle ore 17:00, presso il chiostro monumentale in Piazza San Pancrazio 2 (dove si trova anche la sede dell’Associazione Lupi di Toscana). Infatti si terrà l’iniziativa intitolata “FETTUNTA AZZURRA” a cura del 67° Club Frecce Tricolori ‘Mario NALDINI’ e dell’Associazione Nazionale Famiglie Caduti e Mutilati dell’Aeronautica.  Sarà esaltata la ‘fettunta’ con olio e vino nuovi. Come di consueto, le Signore partecipanti potranno portare le loro specialità. Per ragioni organizzative, sarà necessario confermare – il prima possibile – la presenza all’evento utilizzando i seguenti recapiti: a) la e-mail nicola.denicola@alice.it;  b) i numeri telefonici di Nicola 338 6552506, Wilma 328 9652897 e/o Massimo 388 4400000.



XXII° Raduno dell’Associazione Lupi di Toscana: Firenze,12/11/2017 Caserma Predieri, Rovezzano
settembre 29, 2017, 8:39 pm
Filed under: Uncategorized | Tag: , ,



L’Associazione Lupi di Toscana a Sdricca, Gorizia e sul Monte Sabotino

In occasione del Centenario dalla fondazione a Sdricca di Manzano degli Arditi, i famosi reparti d’assalto specialistici, era presente anche la rappresentanza fiorentina dell’Associazione 78° Lupi di Toscana. Tra i personaggi storici che legano Lupi e Arditi si ricorda Romero Sàlgari, figlio del famoso scrittore Emilio Sàlgari, che fu tenente degli Arditi nei Lupi di Toscana durante la Prima Guerra Mondiale. Ferito ben due volte, Sàlgari fu decorato con la medaglia d’argento al valor militare.
Non poteva mancare in questa occasione la visita a Gorizia e soprattutto sul Sabotino, dove il 78° Reggimento Lupi di Toscana il 6 agosto del 1916 si distinse nella battaglia contro gli austriaci conquistando il monte. L’audace impresa dei Lupi fu un importante contributo alla presa di Gorizia da parte del truppe italiane avvenuta due giorni più tardi, l’8 agosto 1916.
Accompagnato dalla Dott.ssa Serenella Ferrari, consigliere comunale e presidente dell’Associazione “Amici dell’Arte Felice” la prima sosta obbligatoria per i membri dei 78°Lupi di Toscana e i numerosi amici è stata la Piazza Transalpina, storico simbolo di quello che fu la Guerra Fredda. Il viaggio continua per la frazione di San Mauro a rendere l’onore ad un dei due monumenti, sicuramente poco noto, dei Lupi di Toscana presenti a Gorizia. Qui il gruppo era atteso da Mario Muto, Cavaliere del Lavoro, nonché autore di un importante libro sulla storia del Sabotino e Presidente del Centro per le Ricerche Archeologiche e Storiche nel Goriziano. Grazie al Sig. Muto i visitatori hanno avuto l’opportunità di vedere i lavori di recupero della ex casermetta situata in cima del versante italiano e i progetti per la realizzazione di un museo del territorio. In cima al monte Muto ha mostrato il punto dove in passato si trovava, prima di essere distrutto, il grande monumento dedicato ai Lupi di Toscana ad opera dello scultore milanese Luigi Gabrielli. L’emozione di trovare tuttora i resti dell’ancoraggio che originariamente fissavano i tre grandi Lupi in bronzo sulla roccia viva, non riusciva certamente compensare la tristezza per la sua perdita. E si ricorda che la copia del monumento del Sabotino che si trovava nella caserma fiorentina Gonzaga, sarebbe andato incontro allo stesso tragico destino se fosse stato per l’intervento di salvataggio in extremis da parte di alcuni membri dell’Associazione.
Avanti al cippo che commemora il 78° Reggimento Lupi di Toscana, il vicepresidente dell’Associazione Paolo Napolitano ha nominato “Lupo ad Honorem” la Dott.ssa Ferrari e il Cav. Muto per i loro meriti di ricerca storica. Sono stati inoltre presenti alla cerimonia il Generale Umberto Calamida presidente FNAI e il Generale Nicola Di Nicola consigliere Club Frecce Tricolore.L’ultima tappa dopo il Sabotino è stata la visita al Sacrario Militare ad Oslavia per poi finire la serata per le vie e piazze di Gorizia.

di Susanne E.L. Probst

Questo slideshow richiede JavaScript.



Il Labaro dell’Associazione Lupi di Toscana sul Monte Sabotino

Una delegazione di Lupi di Toscana guidata dal vicepresidente Paolo Napolitano si è recata sul Monte Sabotino nel punto esatto dove si trovava il monumento bronzeo dedicato alla Brigata Lupi di Toscana !

Ringraziamo Mario Muto, presidente dell’ Associazione Ricerche Storiche Archeologiche Goriziane per averci illustrato questo posto SACRO.

Appena possibile verrà fornita ampia documentazione fotografica della visita.

Articolo pubblicato sul “Piccolo”